La connessione da cuore a cuore tra i monaci e i laici

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Parte di una serie di brevi discorsi sul significato e lo scopo delle preghiere di offerta del cibo che sono recitate quotidianamente alla Sravasti Abbey.

  • Versi per i laici che offrono il cibo per nutrire il sangha
  • Versi per il sangha che a sua volta nutre i laici con gli insegnamenti
06-07-16 The Heart Connection between Monastics and Laypeople – BBCorner

Vorrei dire un’altra cosa sul discorso di ieri, quando parlavo del fare il pindapata come i monaci al tempo del Buddha. Pindapata, o fare la questua, era ciò che facevano tutti gli asceti al tempo del Buddha. C’erano molti gruppi diversi di asceti e tutti provavano a condurre uno stile di vita semplice, basato sulla rinuncia, perciò andavano al villaggio durante il giorno e la gente gli offriva il cibo. Anche il Buddha naturalmente, essendo un asceta itinerante, organizzò il sangha nello stesso modo.

Ha un significato speciale. Almeno il significato lo possiamo replicare qui, poiché come dicevo ieri, fare il pindapata non funziona tanto bene negli Stati Uniti. Anche se forse potremmo ottenere il permesso richiesto per le manifestazioni e poi fare come i nostri amici alla Shasta Abbey. In questo modo si crea una relazione di dipendenza fra il sangha e la comunità laica. La comunità laica dava il cibo e il sangha dava insegnamenti. A volte il sangha semplicemente si recava al villaggio, faceva la questua, ritornava al monastero e mangiava. A volte i laici portavano del cibo pronto al monastero.

In realtà i monasteri sorsero molto più tardi. A parte i tre mesi del varsa, in realtà non c’erano monasteri permanenti fino a dopo la morte del Buddha. Ma durante il varsa di sicuro i laici portavano cibo ai monasteri. Offrivano anche cibo nelle città. Oppure alcune persone invitavano l’intero sangha o alcuni dei membri a casa loro e gli offrivano un pasto. Quando questo accadeva, dopo il pasto il sangha dava un insegnamento. Era un bellissimo tipo di scambio basato su un’economia di generosità, da un lato l’offerta del cibo e dall’altro l’offerta del Dharma, e tutti ne beneficiavano.

Qui all’Abbazia noi proviamo a replicare questo sistema nel contesto moderno. I laici del luogo portano del cibo in Abbazia. Chi viene in ritiro porta del cibo che poi è condiviso con gli altri partecipanti. Ma poiché non abbiamo sempre ritiri e corsi, c’è un gruppo di volontari molto motivati a Spokane e Coeur d’Allene e nelle zone circostanti che ci chiama più meno una volta alla settimana e ci chiede: “Che cosa vi serve?” E quando la gente ci chiede: “Cosa vi serve?” allora glielo diciamo. Non siamo mai noi a chiamarli e a dire: “Per favore portateci questo e quello”. Quindi non siamo noi a chiederlo. Ci limitiamo a rispondere alle loro domande. E glielo diciamo. Poi loro vanno a fare la spesa, vengono qui e offrono il cibo. Perciò abbiamo reso questo processo una pratica di Dharma per aiutarci a ricordare la nostra natura interdipendente, e in questo modo tutte le persone coinvolte possono creare grande merito grazie all’offerta.

Ieri Tracy, una delle nostre sostenitrici a Spokane, mi ha chiesto di parlare di questo e dei relativi versi.

Quando abbiamo iniziato a farlo, la gente che veniva a offrire cibo recitava un verso di offerta e il sangha a sua volta recitava un verso in risposta, che io ho composto. Poi i laici ci hanno fatto una richiesta: “Vorremmo essere sicuri che fin dall’inizio la nostra mente sia orientata al Dharma, già quando andiamo a fare la spesa, perciò per favore scrivi qualcosa al riguardo”. Quindi abbiamo aggiunto un altro verso. Ora ve li leggerò e spiegherò un po’.

Quindi ecco cosa fa la gente prima di andare a fare la spesa, dopo che ci hanno chiesto quello che ci serve, noi abbiamo risposto e poi vanno a fare la spesa. Dovrei anche dire, prima di proseguire, che questa è stata un’idea dei sostenitori locali, e quello che è successo poi è che altre persone e ospiti che vivono lontano ci hanno detto: “Anche noi vogliamo offrire cibo ma non viviamo vicino a voi”. Perciò varie persone ci spediscono del cibo. Ma poiché sia gli imballaggi che il cibo sono pesanti e il cibo si può rovinare durante il trasporto, allora tutti i sostenitori hanno organizzato un sistema per cui le persone che vivono lontano possono offrire denaro per il cibo, i sostenitori prendono quel denaro, acquistano il cibo, e poi ce lo portano qui e lo offrono per conto di queste persone, alcune delle quali vivono in altri paesi, oppure in altre regioni degli Stati Uniti. È davvero incredibile. Soprattutto se si considera che quando abbiamo iniziato io dissi che all’Abbazia non avremmo acquistato alcun cibo e la gente ci diceva: “Morirete di fame! Non sopravviverete. La gente non vi aiuterà”. Ma questo non è successo.

Ecco il verso che i donatori recitano, magari in macchina, mentre vanno al mercato. Dice:

Offrire il cibo sostiene le vite degli altri. Gioisco nel fornire nutrimento fisico al sangha sapendo che la loro pratica e gli insegnamenti che essi danno come risultato di questo nutrirà il mio cuore e il cuore di molti altri. Avrò una mente e un cuore tranquilli mentre scelgo con consapevolezza i prodotti appropriati per l’offerta, e avrò un profondo senso di soddisfazione sapendo che il sangha apprezza questa offerta. Abbiamo una connessione da cuore a cuore, e insieme creeremo pace in questo mondo caotico.

Poi acquistano il cibo, lo portano qui e quando arrivano qui abbiamo una grande ciotola per le questue dalla Thailandia, quindi prendiamo una parte del cibo e la mettiamo nella ciotola su un tavolo, e poi questo è il verso che la gente che offre il cibo recita. A volte le persone durante l’offerta devono trattenere le lacrime:

Con una mente che gioisce nel dare offro questi beni necessari al sangha e alla comunità. Che essi, grazie alla mia offerta, possano avere il cibo che gli serve per sostenere la loro pratica di Dharma. Essi sono sinceri amici nel Dharma: mi incoraggiano, sostengono e ispirano lungo il sentiero. Che essi possano diventare praticanti realizzati e abili insegnanti che ci guideranno sul sentiero. Gioisco creando un grande potenziale positivo grazie all’offerta a coloro che sono dediti alla virtù, e lo dedico per il risveglio di tutti gli esseri senzienti. Grazie alla mia generosità che possiamo noi tutti avere le circostanze favorevoli a sviluppare l’amore sincero, la compassione, l’altruismo gli uni per gli altri, e a realizzare la natura ultima della realtà.

Quindi qui si sottolinea che siamo tutti nella stessa barca e ci aiutiamo gli uni con gli altri, che le persone fanno un’offerta di cibo motivati da una mente in cui vi è un vero altruismo e una vera generosità senza riserve, e che vedono il valore della comunità del sangha nel mantenere e diffondere gli insegnamenti.

Dopo di che la comunità del sangha recita anch’essa un verso, che è:

La vostra generosità ci ispira e siamo commossi dalla vostra fede nei Tre Gioielli. Ci sforzeremo di mantenere i nostri precetti nel miglior modo possibile, vivere semplicemente, coltivare l’equanimità, l’amore, la compassione e la gioia, e realizzare la natura ultima così da poter ripagare la vostra gentilezza nel sostenere le nostre vite. Anche se non siamo perfetti faremo del nostro meglio per essere degni della vostra offerta. Insieme creeremo pace in questo mondo caotico.

Anche qui sottolineiamo il fatto che stiamo lavorando insieme per creare pace in un mondo molto caotico. Questo verso, che il sangha recita, ci aiuta a ricordare che noi possiamo mangiare grazie alla gentilezza di altre persone, e che perciò dovremmo mantenere i nostri precetti nel miglior modo possibile. Dovremmo studiare, praticare e meditare e poi condividere il Dharma con altri così da poter ripagare la loro gentilezza, perché senza la loro gentilezza non avremmo un sostentamento per le nostre vite.

E poi si ricorda ai laici anche che non siamo perfetti, perché a volte la gente dice: “Ah voi indossate una tunica. Voi siete perfetti. Non fate mai errori”. No, non siamo perfetti ma ci impegniamo e siamo molto seri nel lavorare sulle nostre menti.

Ecco come funziona l’offrire e il ricevere il cibo qui all’Abbazia. Lo stiamo facendo dal 2003, o forse 2004. Questo sistema è in uso dal 2003. Fu davvero incredibile quando ci trasferimmo qui. Avevo guidato da Boise con qualcuno, siamo entrati in casa, le persone avevano pulito la casa, c’erano asciugamani nel bagno, c’era cibo in cucina; fu davvero incredibile arrivare e trovare una tale ospitalità. Perciò siamo molto grati e vi diciamo grazie.

Inglese version: The heart connection between monastics and laypeople

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