Consigli sul rifugio

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Parte di una serie di brevi discorsi sulla pratica preliminare (ngöndro) della presa di rifugio.

  • Recitare ognuno dei quattro mantra separatamente, 100.000 volte ciascuno, per concentrarsi molto profondamente
  • Differenti modi di fare la pratica
  • Non perdersi dietro ai numeri

Stages of the Path 63: Advice (download)

09-14-09 Stages of the Path # 63: Refuge ngondro Pt. 12 (ngondro advice) – BBCorner

Alcune ultime cose sul rifugio come pratica ngöndro: abbiamo visto le varie visualizzazioni e tutte le varie cose a cui puoi pensare mentre reciti il mantra e alcuni modi per farlo. Suggerisco di recitare ciascuno dei quattro mantra separatamente.

Namo Gurubhya
Namo Buddhaya
Namo Dharmaya
Namo Sanghaya

Fai 100.000 ripetizioni di ciascuno e poi passa al successivo, perché questo ti permetterà di concentrarti con grande profondità sulla tua relazione con ciascuno di essi.

Un altro modo è fare tutti e quattro i mantra insieme 100.000 volte. Alla fine ne fai lo stesso numero, è solo un altro modo possibile.

Oppure in ogni sessione puoi farne un certo numero di ciascuno. Fai un numero x di mala di Namo Gurubhya, poi lo stesso numero di Namo Buddhaya, lo stesso numero di Namo Dharmaya e così via.

Ci sono diversi modi per farlo. Puoi fare la pratica all’interno di un ritiro, in quel caso farai quattro o sei sessioni al giorno. In questo modo puoi davvero entrarci dentro in profondità. Non ci vuole molto tempo se lo fai in un ritiro. Oppure lo puoi fare come pratica quotidiana, ad esempio una sessione al giorno, e vai avanti così ogni giorno.

È importante che non ti blocchi sui numeri. Si dice che farne 100.000 abbia lo scopo di riuscirne a farne uno solo con una buona concentrazione, una completa consapevolezza, saggezza e bodhicitta. L’idea è di non diventare una macchinetta [la venerabile Thubten Chodron imita uno sbadiglio] che pensa a mille cose diverse nel frattempo, ma cercare davvero di concentrare la mente. È la concentrazione mentale, la meditazione, la contemplazione che rendono questa una pratica preliminare, non il numero di ripetizioni che fai. Penso che il numero di ripetizioni serva a darci un obiettivo su cui lavorare, così che una volta completate proviamo una sensazione di soddisfazione.

Noi occidentali abbiamo la tendenza a fissarci in maniera nevrotica sul numero e preoccuparci “perché non riusciremo mai a dirne così tanti, e se anche ce la facessimo, non l’abbiamo fatto bene.” Questo modo di pensare è stupido e inutile e vi consiglio di evitarlo.

Domani procederemo con la preghiera del lamrim e inizieremo a parlare del karma (azione) e dei suoi effetti. Quando prendiamo rifugio, la prima istruzione che Buddha ci dà è di osservare le nostre azioni, provare ad astenerci dal compiere azioni distruttive e compierne invece di costruttive.

Inglese version: Refuge advice

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