Rifugio nel Sangha

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Parte di una serie di brevi discorsi sulla pratica preliminare (ngöndro) della presa di rifugio.

  • Ciò in cui prendiamo rifugio è l’Ārya Sangha
  • Come visualizzare il Sangha come oggetto di rifugio
  • Purificare una visione impura riguardo il Sangha

Stages of the Path 60: Sangha refuge ( download)

09-11-09 Stages of the Path # 60: Refuge ngondro Pt. 9 (ngondro Sangha Refuge) – BBCorner

Continuiamo a parlare di come fare la pratica del rifugio. Abbiamo già parlato del rifugio nel guru, nel Buddha, nel Dharma, quindi oggi parliamo del Sangha. Ricordate che quando prendiamo rifugio nel Sangha, è l’Ārya Sangha, quegli esseri che hanno una percezione diretta della vacuità. Quelli sono i veri oggetti di rifugio -e un gruppo di quattro o più persone pienamente ordinate li rappresenta. Ma il nostro vero oggetto di rifugio sono le persone che hanno ottenuto nel loro continuum mentale delle realizzazioni, in particolare le realizzazioni dei veri sentieri e delle vere cessazioni. Questo è ciò in cui prendiamo rifugio per ciò che riguarda il gioiello del Sangha.

Quando prendiamo rifugio nella pratica del Dharma immaginiamo luce e nettare che provengono dai testi che abbiamo visualizzato attorno ai grandi maestri e a tutti i Buddha. È da lì che proviene la luce.

Quando prendiamo rifugio nel Sangha, la luce proviene dai bodhisattva, dagli arhat realizzatori solitari, dagli arhat uditori, dai ḍāka, dalle ḍākinī e dai protettori del Dharma. Luce e nettare vengono da tutti quanti loro e arrivano dentro di noi e in tutti gli esseri attorno a noi. All’inizio, quando visualizziamo la luce bianca, pensiamo che serva a purificare le negatività che abbiamo creato in relazione al Sangha, come criticare il Sangha, appropriarci di ciò che è in loro possesso, rubare da loro, cose di questi tipo. Potrebbe sembrare strano, perché chi lo farebbe? Ma pensate ai soldati dell’Esercito Popolare di Liberazione, quando andarono nei templi cinesi e tibetani per distruggerli. Rubarono dal Sangha e obbligarono il Sangha ad abbandonare la veste monacale. Noi potremmo avere creato quel tipo di karma nelle vite passate. Se sei in una comunità Sangha, usare oggetti che appartengono al Sangha senza chiedere il permesso, o sprecare le cose così da consumare inutilmente o distruggere le proprietà del Sangha, tutto questo genere di cose creano delle negatività nei confronti del Sangha. Perciò dobbiamo pensare che tutto questo viene purificato.

Un’altra cosa che viene menzionata qui è quando qualcuno vuole fare una donazione al Sangha e dici “Oh, non c’è bisogno di dare così tanto”. Non dovremmo dirlo. Se una persona ha già in mente quello che vuole donare, allora non dovremmo dire “Oh, non dovresti farlo, è troppo”, perché questo impedisce alla persona di creare un buon karma grazie a quel gesto e forse il Sangha ha bisogno di quella donazione.

Quindi quello che dobbiamo fare è immaginare di purificare tutte le negatività che abbiamo creato in rapporto al Sangha -ridicolizzarli, prenderli in giro, chissà, noi facciamo di tutto. Quando arriva la luce dorata, pensate alle realizzazioni del Sangha e in particolare a bodhicitta, alla realizzazione della vacuità, alle quattro nobili verità e così via. Pensate che entra tutto in noi sotto forma di luce dorata che ci riempie e riempie tutti gli esseri senzienti attorno a noi. Pensiamo di aver ricevuto le qualità del Sangha, e mentre lo facciamo recitiamo “Namo Sanghaya” o “Prendo rifugio nel Sangha”

Inglese version: Sangha refuge

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